Android compie 10 anni: alcune curiosità che (forse) non conoscete

Android festeggia 10 anni

Android, il sistema operativo lanciato nel 2007 da Google compie 10 anni. Ecco alcune curiosità che forse non conoscete…

Era il 5 Novembre 2007 quando Google presentò Android, il sistema operativo mobile per smartphone e tablet. Mountain View acquistò la startup per 50 milioni di dollari e, nonostante lo scetticismo di molti, vinse la scommessa. In 10 anni, il robottino di Big G, ha quasi polverizzato la concorrenza arrivando a 2 miliardi di utenti.

Oggi Android è su quasi l’82% degli smartphone e sul 66% dei tablet di tutto il mondo; solo iOS di Apple riesce a tenergli testa. Quest’anno è riuscito a superare anche Windows (e parliamo proprio del sistema operativo per computer) considerando gli accessi online da ogni mezzo di connessione. Una grande vittoria, dato che dagli anni Ottanta Microsoft cannibalizza il mercato. Solo 5 anni fa il sistema operativo di Google raggiungeva il 2,4% dell’utilizzo globale di internet. Uno dei motivi del grande successo è legato alla collaborazione di Google con più produttori di dispositivi mobili, da Samsung a Huawei.

Per festeggiare i primi dieci anni vi proponiamo alcune curiosità che (forse) non conoscete su Android…

Android non è stato creato da Google

Nel 2003 Andy Rubin, Chris White, Nick Sears e Rich Miner fondarono la Android Inc. Andy Rubin e Rich Minerva erano i co-fondatori di Danger, una costola di Microsoft specializzata nella programmazione di sistemi operativi mobili, Nick Sears era il vicepresidente di T-Mobile, un operatore telefonico tedesco, e Chris White aveva creato Web TV, un servizio di streaming per la televisione.

Android venne lanciato sul T-Mobile G1 e, nel 2005, Google acquisì la startup per 50 milioni di dollari.  Un gran colpo dato che ad oggi il robottino detiene l’85% del mercato mondiale mobile.

Andy Rubin, fondatore di Android Inc.

Andy Rubin, fondatore di Android Inc.

Android inizialmente fu ritenuto un fallimento

È il 2008: l’iPhone continua la sua avanzata ed entrano in scena i due colossi BlackBerry e Microsoft. Non stupisce, quindi, che nessuno ritenne Android competitivo, nonostante fosse sviluppato a misura di utente. Wired USA lo definì un telefono “grosso, poco accattivante e con l’ennesima tecnologia proprietaria”. Tutti posso sbagliare…

Il primo smartphone Android era una copia del BlackBerry

Prima che Apple fece scuola con l’iPhone, nessuno riteneva che il touchscreen potesse diventare fondamentale per gli smartphone del futuro, BlackBerry era il riferimento degli sviluppatori e dei produttori. Il primo prototipo di device Android si chiamava Sooner, e non fu mai messo in commercio. Il design era identico a quello della casa canadese e persino il sistema operativo allora richiamava quello del BlackBerry.

Apple presentò l’iPhone prima che Sooner potesse vedere la luce: il display capacitivo ed il design elegante e privo di tastiera convinse tutti. BlackBerry era il passato, iPhone – e successivamente Android – il futuro.

Sooner, primo smartphone Android

Sooner, primo smartphone Android

Il fallimento di Android 3.0

Android 3.0 fu un flop clamoroso. In quel periodo ci fu una grande produzione di tablet con il sistema operativo Google, ma a livello di software c’erano diverse problematiche e mancavano le app.

L’Android 3.0 Honeycomb vide luce sul Motorola XOOM, ma presentava vari bug per il riadattamento del display. Fu rimpiazzato poco dopo da ICS 4.0, sistema molto popolare e attualmente ancora in uso.

Una curiosità: la navigazione dei pulsanti virtuali, funzione ancora oggi utilizzata nei device androidiani, fu implementata proprio nella 3.0.

Le prime versioni di Android non avevano nomi di dolci

Tradizione vuole che, in casa Android, le nuove versioni dei sistemi operativi abbiano nomi di dessert famosi: Ice Cream Sandwich, KitKat, Marshmallow…
I primi sistemi operativi, ovvero l’1.0 e l’1.1, non avevano nomi di dolci.

All’interno della società vi era già l’abitudine di rinominare le versioni dei sistemi con soprannomi, come “Astroboy” o “R2-D2”. Android 1.2/1.5 fu chiamato “Cupcake“, l’idea di mantenere il naming “gustoso” fu molto apprezzata, così tanto che venne mantenuta.

Android e i nomi di dolci

Ecco tutte le versioni di Android con i rispettivi  soprannomi:

A per Astro (1.0)
B per Bender (1.1)
C per Cupcake (1.2/1.5)
D per Donut (1.6)
E per Eclair (2.0)
F per Froyo (2.2.x)
G per Gingerbread (2.3.x)
H per Honeycomb (3.x)
I per Ice Cream Sandwich (4.0.x)
J per Jelly Bean (4.3)
K per KitKat (4.4)
L per Lollipop (5,0)
M per Marshmallow (6.0)

Google guadagna da Android

Che gentile Google che mette a disposizione Android per i produttori. Invece no! Big G è molto più scaltro di ciò che pensate: grazie alla posizione di leader nel settore mobile, gli introiti pubblicitari sono incrementati notevolmente.

WebOS avrebbe potuto distruggere Android, ma …

Come detto qualche riga fa, il lancio di Android non fu positivo. WebOS, al contrario, fu elogiato e adorato sin dal primo istante.

WebOS oggi potrebbe essere leader al posto di Android, ma ha pagato le scelte aziendali errate. Il primo grande errore è stato lanciarlo su Sprint, con una campagna di marketing non entusiasmante. Qualche mese dopo, con l’uscita dell’iPhone 3GS, WebOS svanì per sempre.

Moutain View non ha lasciato nulla al caso: ha assunto Matias Duarte, progettista di WebOS,  per migliorare l’interfaccia e il design di Android.

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