Antitrust: multa da 3 milioni a WhatsApp per la condivisione dei dati con Facebook

L’Antitrust multa WhatsApp di 3 milioni per aver indotto gli utenti a condividere i dati con Facebook. Erano portati a credere che, senza l’accettazione, sarebbe stato impossibile utilizzare l’App…

Dopo due istruttorie, l’Autorità garante della concorrenza e del mercato, ha multato WhatsApp per ben 3 milioni di euro, ritenendo che l’azienda di proprietà di Mark Zuckerberg abbia “di fatto indotto gli utenti di WhatsApp Messenger ad accettare integralmente i nuovi termini di utilizzo, in particolare la condivisione dei propri dati con Facebook, facendo loro credere che sarebbe stato, altrimenti, impossibile proseguire nell’uso dell’applicazione”.

Inoltre, l’Agcm spiega che nel primo procedimento ha accertato che “coloro che erano già utenti alla data della modifica dei Termini (25 agosto 2016) avevano, invece, la possibilità di accettarne ‘parzialmentè i contenuti, potendo decidere di non fornire l’assenso a condividere le informazioni del proprio account WhatsApp con Facebook e continuare, comunque, a utilizzare l’app”.

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La richiesta era accompagnata “dall’informazione sulla necessità di tale accettazione, entro 30 giorni, a pena di dover interrompere la fruizione del servizio”. Di contro, dalle indagini è emersa “l’inadeguata evidenziazione della possibilità di poter negare il consenso alla condivisione dei dati con Facebook”.

Nella seconda istruttoria l’Antitrust ha appurato la restrittività di alcune parti contrattuali di WhatsApp:

  • Le limitazioni di responsabilità dell’azienda sono state definite in modo molto generiche.
  • La possibilità dell’interruzione del servizio poteva essere decisa unilateralmente dall’App senza preavviso.
  • Il diritto esercitabile da WhatsApp di risolvere il contratto o di recederlo in qualsiasi momento e per qualsiasi motivo, non consentendo più l’acccesso all’App all’utente.
  • Il diritto generico esercitabile da WhatsApp di modificare, anche in termini economici, i Termini di Utilizzo senza che venissero preventivamente indicate le motivazioni e senza neppure prevedere di informarne l’utilizzatore, con il meccanismo del “silenzio assenso”.
  • La prevalenza della lingua inglese nel contratto.

Ricevuta questa notizia, si attende ora la risposta dell’azienda della Holding di Facebook. Cosa succederà non lo sappiamo ancora, ma è difficile ipotizzare che Zuckerberg accetti questa decisione senza appellarsi.

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