Apple Pay: il nuovo servizio di pagamento Apple in uscita in Italia

Apple Pay POS

Apple ha aggiornato le pagine di supporto in italiano e tedesco dedicate al proprio sistema di pagamenti contactless Apple Pay. È forse l’indizio di un imminente arrivo del servizio in Italia?

Apple Pay arriverà molto presto anche nel nostro Paese. L’azienda di Cupertino ha aggiornato le pagine di supporto della piattaforma traducendole anche in italiano. Questo fa ben sperare per l’arrivo del sistema di pagamento tramite Smartphone o Apple Watch che la Apple da qualche anno ha sviluppato e distribuito in alcuni paesi del mondo (Australia, Canada, Cina, Giappone, Singapore, Regno Unito, Nuova Zelanda, Francia, Russia, Spagna, Svizzera e Bielorussia).
A Marzo è in programma la presentazione dei nuovi iPad Pro, ed è probabile che verrà rilasciato l’Apple Pay anche in Italia e in Germania, dove sono state avvistate le medesime pagine di supporto tradotte.

Come funziona Apple Pay?

Apple PayApple Pay consente di effettuare acquisti presso tutti gli esercizi commerciali dotati di POS contactless, all’interno delle app e sui siti web che riportano il logo del servizio. I dati delle carte di credito sono gestiti in modo sicuro: il chip dedicato Secure Element cripta le informazioni sensibili in entrata e in uscita combinando NFC e TouchID.

Apple Pay è stato introdotto per la prima volta negli USA nel 2014, quando l’azienda di Cupertino deciso che fosse arrivato il momento di creare una piattaforma proprietaria che consentisse agli utenti di effettuare pagamenti utilizzando il proprio iPhone o il proprio Apple Watch. In questo caso però la difficoltà di portarlo in tutti gli Stati è quella di accordarsi con i vari istituti di credito.

A differenza di quanto accaduto negli Stati Uniti, dove le transazioni effettuate con Apple Pay sono cresciute del 50% tra dicembre 2015 e dicembre 2016, il servizio fatica ad ingranare, come ad esempio in Australia. La difficoltà è data dai rapporti tesi tra l’azienda di Cupertino e gli Istituti di Credito australiani, infastiditi dall’accentramento di potere e funzioni nelle mani del colosso americano.

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