Bill Burr, l’uomo che ci ha complicato la vita con le Password chiede scusa

password sicure

14 anni fa, Bill Burr compilò una guida di 8 pagine su come avere password sicure. Tra i suoi consigli, caratteri insoliti, numeri, lettere minuscole e maiuscole. Oggi sappiamo che non servono a molto…

Era il 2003 quando Bill Burr, ricercatore del National Institute of Standards and Technology – agenzia governativa statunitense che promuove l’innovazione e le nuove tecnologie -, compilò un documento di 8 pagine su come avere password sicure. Tra le sue indicazioni c’erano l’utilizzo di caratteri insoliti, numeri, lettere minuscole e maiuscole. Il manuale venne adoperato da quasi tutte le aziende che operano in rete, e le sue regole sono oggi alla base di ogni servizio offerto dal web: email, home banking, portali… È “colpa” di Burr se oggi utilizziamo delle password difficili da memorizzare, con caratteri strani e atipici.
Queste tipologie di password, difficili da ricordare per un essere umano, sono in realtà “facili” da violare da un computer che ragiona mediante algoritmi prestabiliti.

Bill Burr, ex ricercatore americano

Bill Burr, oggi ha 72 anni ed è in pensione

Bill Burr oggi è un pensionato di 72 anni; nel 2003 scrisse il manuale senza essere un esperto di sicurezza informatica. Ci sono però delle attenuanti: 14 anni fa non era facile capire quali sarebbero state le password più sicure, e non c’erano i mezzi di oggi per rubare le credenziali. In questo momento storico possediamo numerosi strumenti utili per individuare le soluzioni che potrebbero funzionare al meglio in termini di sicurezza.

Qualche giorno fa, Bill Burr ha dichiarato al Wall Street Journal di essere molto dispiaciuto e di voler chiedere scusa al mondo. Diversamente da quello che suggeriva Burr, nella sua ultima guida, il National Institute of Standards and Technology consiglia di creare password formate da lunghe sequenze di caratteri e numeri, più semplici da ricordare per essere un umano, più difficili da violare per un hacker.

Oggi sappiamo che le password più sicure sono quelle lunghe, e non semplicemente quelle difficili da ricordare.

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