Bufale e Disinformazione online: Facebook, Google e Twitter cercano una soluzione

fact checking: come combattere le bufale online

Dai colossi del web Facebook, Google e Twitter arrivano le prime misure concrete per una soluzione contro la diffusione delle bufale online e della disinformazione. Capita sempre più spesso, mentre si naviga online di imbattersi in notizie incredibili e in titoli creati appositamente per attirare l’attenzione e generare click. Spesso la realtà viene distorta e in alcuni casi le notizie vengono inventate di sana pianta.

Ci sono siti satirici che sono molto abili nel creare finte notizie, spesso molto divertenti, ma il problema è in tutti i blog e i magazine online che invece pur di ricevere traffico non si fanno alcun problema a diffondere news che non solo non vengono in nessun modo verificate, ma spesso sono inventate a tavolino. Il problema è notevole, anche perché l’utente medio crede a quello che legge online e magari lo condivide anche sui propri profili social, contribuendo a rendere la disinformazione virale.

fact checking: come combattere le bufale online

Con le recenti elezioni di Donald Trump negli Stati Uniti, il fenomeno delle notizie false è divenuto, se possibile, ancora più clamoroso. Gran parte dei titoli dedicati al nuovo presidente americano erano su fatti totalmente inventati. È molto difficile dire se tutte queste notizie false abbiano potuto influenzare l’esito finale delle elezioni, ma di certo la situazione non è più sostenibile, tanto che alcuni big player dell’informazione online, come Facebook e Google stanno finalmente correndo ai ripari.

Mark Zuckerberg, finito sotto accusa dopo la vittoria di Trump, s’è affrettato ad assicurare che il «99% dei contenuti presenti su Facebook sono autentici». Diciamo che la sua è stata una stima decisamente ottimistica.

Google, da ottobre 2016, ha introdotto la funzione Fact Check, che in sostanza blocca la pubblicità online di AdSense su siti che diffondono notizie inventate, così da impedire ai loro proprietari di monetizzarle e riducendo moltissimo l’interesse nel produrre altri contenuti.

Anche Facebook intende dare meno visibilità alle pagine che diffondono contenuti falsi, impedendo di essere pubblicizzate sulla piattaforma.

Twitter, dal canto suo, si sta invece impegnando nella lotta ai Troll, con appositi filtri automatici che bloccano determinati contenuti e avvalendosi anche del controllo manuale di un centinaio di dipendenti appositamente formati.

Speriamo che Internet diventi un luogo migliore, anche grazie a queste iniziative.

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