Chiara Ferragni tra bassa redditività e mercato saturo: è ancora possibile diventare influencer?

Chiara Ferragni

La bassa redditività delle imprese di Chiara Ferragni, che hanno pochi utili, ma fatturano milioni di euro l’anno, ha riportato alla ribalta una domanda sempre attuale: è ancora possibile diventare influencer di successo?

La notizia secondo la quale le due società di Chiara Ferragni registrerebbero un utile annuo inferiore a 11mila euro non poteva non suscitare scalpore. I conti sono presto fatti. La fashion blogger risulta socio di due imprese, La Serendipity Srl e la Tbs Crew Srl. La prima vanta un giro d’affari di circa 1,4 milioni di euro e un utile annuo di 4.900 euro; la seconda, che ha un fatturato di 3,2 milioni di euro, registra ricavi di poco superiori: circa 6.000 euro. La notizia ha fatto il giro del web, e sul mondo degli influencer si sono improvvisamente riaccesi i riflettori. La bassa redditività delle due società ha riproposto una domanda già frequente di suo: in un mercato saturo come quello dei fashion blogger, conviene ancora sognare di diventare influencer?

È ancora possibile diventare influencer di successo?

In Italia stanno salendo alla ribalta nuovi fashion blogger, quasi tutti alla ricerca del successo mediatico di Chiara Ferragni. Chiara Nasti ha 19 anni e vanta già un milione di follower; Veronica Ferraro, 325mila follower su Instagram, possiede il secondo blog di moda italiano per visite mensili, oltre 700mila. Chiara Biasi, amica di Chiara Ferragni e fidanzata del calciatore Simone Zaza, ha raggiunto il ragguardevole traguardo di 70 mila fan su Facebook. Sono semplici eccezioni? C’è ancora spazio per l’affermazione di nuovi opinion leader?

Chiara Ferragni

Aprire un blog non è sinonimo di diventare influencer. Dietro a un fashion blogger di successo ci sono molte ore di lavoro: fare di sé un brand significa, prima di tutto, investire su un team affidabile e competente. Una squadra affiatata che conosca bene il mondo del digital marketing, che acquisti e venda spazi pubblicitari, che concluda accordi con altre aziende e che sia in grado di pianificare una strategia di comunicazione efficace. I social network sono i nuovi media e la credibilità di un influencer si misura in follower, post e interazioni.

Nonostante tutto, i segnali sono incoraggianti: il settore del web marketing è in continua crescita e negli ultimi anni gli investimenti sul web sono aumentati progressivamente anche in Italia. Molte imprese attive sul territorio nazionale hanno compreso l’importanza di affidare i propri prodotti a influencer affermati, sempre più protagonisti nel panorama dei nuovi media e della comunicazione online.

I guadagni sono più che rispettabili: un blogger con 50mila follower può arrivare a chiedere 2.500$ per un video su Youtube, 1000$ per un post su Instagram o Snapchat. Per un influencer con 3 milioni di follower, la retribuzione si aggira sui 187mila dollari per un video su Youtube e 75mila dollari per un post su Instagram. Cifre da capogiro, che però non devono trarre in inganno. Per rispondere alla domanda iniziale, diventare influencer è ancora possibile. Ma la strada non sarà semplice e i guadagni non saranno immediati. Un fashion blogger di successo è prima di tutto un imprenditore che ha imparato la prima regola del marketing: farsi conoscere è il primo passo per iniziare a vendere.

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