Cos’è l’obsolescenza programmata? I casi storici oltre Apple e Samsung

Cos’è l’obsolescenza programmata? i casi storici oltre apple e samsung

Cos’è l’obsolescenza programmata? Dal primo caso del “cartello Phoebus” nel 1923 a quelli storici, arrivando alla recente multa a Apple e Samsung

L’obsolescenza programmata è una strategia aziendale-economica volta a definire il ciclo vitale di un prodotto per limitarne la durata a un periodo temporale prefissato, garantendosi il ricambio con oggetti di ultima generazione. Il prodotto diventa così inservibile dopo un determinato periodo.

Quando, invece, il prodotto è ancora “valido” e funzionante ma viene percepito come obsoleto agli occhi del consumatore si parla di obsolescenza percepita. In questo caso è il brand, tramite la pubblicità, a influenzare il consumatore nella percezione del prodotto.

Obsolescenza programmata: i casi che hanno fatto la storia

La pratica dell’obsolescenza programmata ha radici antiche e nasce con il “cartello Phoebus”. Correva l’anno 1923 quando le principali aziende produttrici di lampadine a incandescenza come Osram, Philips, General Electric, si accordarono per non farle durare più di 1000 ore, contrariamente alla durata precedente di 2500. Piano piano, e in concomitanza con l’esplosione del consumismo, l’obsolescenza programmata si è diffusa in molti settori oltre l’elettronica.

Cos’è l’obsolescenza programmata? i casi storici oltre apple e samsung

Anche il progresso tecnologico ha contribuito all’obsolescenza. Nel 1933, in piena crisi economica, l’immobiliarista americano Bernard London propose un’obsolescenza programmata consapevole come ricetta per uscire dalla crisi e incentivare i consumi. Sempre nello stesso periodo, il nylon, diventava il nuovo materiale per le calze da donna a scapito della seta, meno resistente. L’azienda chimica DuPont cercò in tutti i modi di frenare la fibra per assicurarsi maggiori vendite…

La multa ad Apple e Samsung per l’obsolescenza programmata

Contro la pratica dell’obsolescenza programmata si sono schierate le istituzioni europee e nazionali. La direttiva sull’Ecodesign, arrivata in Italia nel 2016, prevede l’aumento della vita media di un prodotto, la possibilità di riparazione permettendo anche l’aggiornamento tecnico.

Grazie alle legge del 2016, la Apple è stata accusata di obsolescenza programmata e truffa dalla giustizia francese proprio quest’anno. Il problema nasce dalla durata della vita media dell’iPhone: Apple si è difesa ammettendo di aver rallentato appositamente i device più vecchi, ma solo in relazione al deterioramento della batteria e non per accorciare la vita del prodotto. La questione era stata sollevata dopo il richiamo degli iPhone 6 e 6 Plus e il seguente aggiornamento iOS 10.2.1, che aveva risolto il problema dello spegnimento improvviso di quei modelli. Dopo diverse class action, l’azienda di Cupertino, ha fornito batterie scontate ai possessori di quei modelli con tanto di istruzioni per ottimizzare l’uso.

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L’Antitrust italiana si è mossa contro la pratica degli aggiornamenti “selvaggi”, multando Samsung per 5 milioni di euro, e Apple per 10. È stata la prima volta che un’autorità garante ha inchiodato delle aziende per obsolescenza programmata. Che siano cambiati i tempi? Staremo a vedere…

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