Emoji ovunque, da WhatsApp all’Email Marketing: ma quanto sono efficaci?

Emoji ed Email Marketing: quanto sono efficaci?

Le Emoji, le faccine che tutti utilizziamo ogni giorno, sono diventate uno strumento imprescindibile della nostra comunicazione. Dai Social sono passate al mondo dell’Email Marketing: ma quanto sono efficaci?

Pochi conoscono Shigetaka Kurita, ma è grazie a lui se oggi comunichiamo con le Emoji. L’inventore delle “faccine” fu ispirato dalle previsioni meteo. “Ho pensato che sarebbe stato utile usare lo stesso linguaggio per il sistema che stavo mettendo in piedi”, afferma Kurita. In quegli anni lavorava presso la compagnia mobile leader in Giappone: l’ambiente stimolante, unito con lo studio dei manga, dei caratteri cinesi e dei segnali stradali, ha portato alla nascita di questi simboli. Il successo è stato totale: in pochi anni tutto il mondo ha iniziato a utilizzare questo nuovo linguaggio universale nelle chat, sui social, nei messaggi… Secondo i dati di Appboy, la popolarità delle faccine è aumentata di 8 volte dal 2015 al 2016, e ha addirittura conquistato uno spazio nel dizionario Oxford. Alcuni libri sono stati perfino tradotti nel linguaggio Emoji, come Moby Dick, che è diventato diventato Emoji Dick…

Emoji Dick

Emoji Dick, Moby Dick tradotto in Emoji da Fred Benenson nel 2010

Le Emoji sono sbarcate nell’Email Marketing, ma funzionano? 🤔

Ormai fanno parte del linguaggio mondiale che tutti utilizziamo in ogni aspetto digitale della nostra vita. Da qualche tempo, diversi brand utilizzano le faccine nel campo oggetto delle proprie dem o delle proprie newsletter per l’Email Marketing.

L’obiettivo è andare oltre la semplice promozione pubblicitaria, per dare un contatto emozionale e avvicinarsi al target. Nell’email marketing, l’oggetto costituisce l’80% del successo della campagna; se non è accattivante, se non suscita interesse, l’utente evita di leggere la mail e, così facendo, vanifica i nostri sforzi in termini di comunicazione e di layout!

Un’indagine di Experian dimostra come il 56% dei brand che hanno utilizzato le Emoji nell’oggetto abbiano riscontrato un aumento dell’open rate (tasso di apertura). Le emoji consentono di ridurre i caratteri – in una immagine sono racchiuse più parole – e comunicano più di un testo. Nel subject le faccine attirano l’attenzione, emergono sui contenuti testuali e sono più semplici da ricordare.

Return Path ha analizzato dem e newsletter contenenti Emoji per le occasioni speciali, come la festa della Mamma o del Papà. Dai dati emerge come coloro che non hanno utilizzato le faccine nell’oggetto abbiano registrato tassi di apertura inferiori.

Return Path analisi Emoji nell'Email Marketing

Emoji e Email Marketing: quando e come utilizzarle 🤑

Quando utilizziamo le Emoji nell’E-mail Marketing dobbiamo tenere in considerazione alcune variabili:

1. Si adattano alla comunicazione del nostro target?
2. Sono in linea con la comunicazione aziendale?
3. Sono compatibili con i client di posta?

Ecco la lista di client di posta che supportano le Emoji:

– Outlook 2007, 2010 e 2013
– Outlook.com
– Apple Mail
– Yahoo Mail
– Gmail
– Windows Mail
– Posta Android

Concludendo, le Emoji nell’E-mail Marketing vantano un grande potenziale in termini di open rate e di comunicazione, purché siano utilizzate con criterio e con attenzione 😀

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1 Comments

  1. 05 marzo, 2018

    Content Marketing: 10 motivi per migliorare la qualità dei tuoi contenuti Rispondi Upvote (0)

    […] Le Emoji saranno il linguaggio del futuro e supereranno le barriere della lingua. Grazie alle faccine, è possibile esprimere molte delle emozioni umane ed evitare fraintendimenti. Ma siamo sicuri che debbano essere utilizzate sempre? Molto dipende dall’audience e dal messaggio che si vuole trasmettere (potete trovare maggiori informazioni su Emoji ovunque, da whatsapp all’email marketing: ma quanto sono efficaci?). […]

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