Facebook dichiara guerra ai finti titoli sensazionali (Clickbait) posizionandoli in fondo al News Feed

Facebook dichiara guerra al Clickbait

Facebook dichiara guerra ai finti Titoli acchiappa clic (Clickbait): saranno individuati in base al contenuto, mettendoli in fondo al News Feed.

Tutti abbiamo notato il proliferale sui Social di notizie dai titoli sensazionali, che attirano click. Di solito si punta sull’argomento del momento e si scrive nel modo più eclatante possibile come ad esempio: “+++ INCREDIBILE!!! GUARDA COSA È SUCCESSO, CIÒ CHE IL GOVERNO NON VUOLE CHE TU SAPPIA… +++”. Questa pratica è denominata Clickbait (o clickbaiting, tradotto “Esca da click”), e indica un contenuto web il cui scopo è attirare il maggior numero di utenti per aumentare le visite di un sito e i relativi guadagni pubblicitari (banner, traffico utenti…). Di solito il Clickbait si avvale di titoli sensazionalistici, dal carattere truffaldino, facendo leva più profonde sulle emozioni degli utenti poco informati, quelli che non si documentano a dovere e credono alla prima cosa letta online.

È frequente da parte di molti siti fare pseudo-informazione narrando taluni fatti in maniera strumentale, distorcendone la realtà o inventando di sana pianta una notizia, salvo poi ritrattare tutto tramite un disclamer a fondo pagina.
A contrastare questo fenomeno vi sono siti di debunking. Chi si occupa di debunking analizza i fatti e cerca informazioni online che confermino o smentiscano una determinata notizia. Può succedere, infatti, che un evento apparentemente incredibile sia realmente accaduto, mentre un altro plausibile in realtà sia stato creato ad hoc.

Nella maggioranza dei casi, questo lavoro è più semplice di quanti ci si possa immaginare: spesso bastano pochi click per capire subito la natura di una notizia. Sarebbe buona pratica da parte dell’utente verificare sempre la fonte di origine.

Internet nasce per dare voce a tutti, portando la libera informazione e la circolazione delle idee: tutto bellissimo nella pratica, ma purtroppo dare voce a tutti non sempre va bene. Numerose le polemiche di questo ultimo periodo: dalle dirette Live di Facebook con omicidi, alle fake news che hanno portato addirittura all’elezione del presidente americano Donald Trump.

Dopo la lotta ai finti Live, Facebook si concentra ora sul clickbait dichiarando che sta portando a termine un lavoro lungo ma preciso sui singoli post pubblicati, in aggiunta a quello di verifica sulla provenienza in base a Pagine e domini.

Esempio di Clickbait

Un classico esempio di Fake News e Clickbait

Facebook ha classificato innumerevoli titoli che inducono al click facile e che non corrispondono poi al contenuto pubblicato. È un funzionamento simile ai filtri antispam: in realtà è semplice individuare quali meccanismi ricorrenti regolino i clickbait. Mark Zuckerberg sta cercando di individuare questo genere in diversi posti nel mondo per dare assistenza in un numero di lingue più ampio.

“Le persone ci dicono che non apprezzano i titoli fuorvianti, che odorano di spam e sensazionalismo”, rivelano gli ingegneri di Facebook Arun Babu, Annie Liu, e Jordan Zhang. Per questo motivo tutti i titoli Clickbait subiranno una penalizzazione su Facebook, posizionandoli in basso al News Feed.
“Gli editori che contano sui titoli di clickbait dovrebbero aspettarsi che la loro distribuzione diminuisca”, si legge nel post. “Le Pagine devono evitare i titoli che celano le informazioni necessarie a comprendere il contenuto dell’articolo e dei titoli che esagerano, per creare aspettative fuorvianti. Se una Pagina smette di pubblicare i titoli clickbait e sensazionali, i loro post non saranno più influenzati da questa modifica”.

Evan Williams, fondatore di Twitter, proprio qualche giorno fa ha dichiarato: «Internet non funziona più. E scusateci per Donald Trump». Come dicevamo prima, Internet nasce per dare voce a tutti, portando la libera informazione e la circolazione delle idee: purtroppo la tendenza è stata inversa, e serviranno cambiamenti sia strutturali che culturali per far tornare il Web un posto meraviglioso.

Evan Williams fondatore di Twitter

Evan Williams, fondatore di Twitter