Come guadagnare con i Beacon: cose da sapere per un marketing di prossimità efficace

Beacon e marketing di prossimità

Tutti gli usi di Beacon, l’esempio più conveniente e duttile di marketing di prossimità per guadagnare e per migliorare la user experience in maniera significativa.

Cosa sono i Beacon?

I Beacon sono piccoli hub sempre attivi che trasmettono un segnale via bluetooth a dispositivi come smartphone e tablet, in un raggio di 100 metri. Possono essere installati in zone “calde”, come gli aeroporti e le attività commerciali, per trasmettere informazioni rilevanti ai device che si trovano in prossimità. Gli utenti possono reagire, ignorare o utilizzare le informazioni per ottenere promozioni, sconti… Uno strumento molto utile per chi vuole fare un efficace proximity marketing.

Facciamo un esempio pratico: immagina di essere allo stadio e che negli spalti siano installati dei Beacon. In questo caso potrebbero accompagnarti al tuo posto numerato mediante una mappa. Nello stadio sono presenti attività commerciali? La tecnologia invierà sul tuo smartphone le offerte e gli sconti proposti dai venditori a chi si presenta con il biglietto della partita.
Rientra tutto nel marketing di prossimità. I Beacon sono un esempio tra i più duttili e convenienti, con una resa molto alta. «Con una spesa relativamente bassa gli imprenditori possono sfruttare questo strumento per offrire molti servizi ai clienti o utenti», commenta Giovanni Quaranta, che a Torino, nel 2013, ha fondato Smart Beacon, nominata da Proximity Directory tra le prime 10 aziende al mondo, unica italiana.

Beacon e offerte

A cosa servono i Beacon?

«Tornando al caso dello stadio, il bluetooth, collegato al gps, può avere una funzione di guida, nonché di utilità», spiega Quaranta. «È un moderno tipo di customer service. La notifica del supermercato vicino che ci offre uno sconto è, invece, un esempio di come con i beacon si possa fare cross-selling: dopo aver consolidato la vendita di un primo prodotto, cioè il biglietto, si facilita la vendita di un secondo, ovvero quello in offerta tra gli scaffali o una cena. E i beacon permettono di farlo in tempo reale, andando incontro alle esigenze immediate della persona, il che garantisce risultati migliori di una mail pubblicitaria che il più delle volte finisce nello spam».

Chi sviluppa i Beacon e quanto costano?

Esistono diversi fornitori che vendono Beacon tra cui Aruba, Estimote, Kontakt.io e Radius Networks, oltre all’italianissima Smart Beacon di cui abbiamo appena parlato. Il costo varia dai 5 ai 30 dollari in base alla portata del segnale, alla batteria, alla durata della stessa…

Beacon e marketing

I Beacon nelle Università, nei musei e negli ospedali

Pochi lo sanno ma in Italia, i Beacon, sono già molto utilizzati. Smart Beacon ha già attrezzato la Reggia di Venaria, e  anche il Museo del Risorgimento di Torino ha da poco lanciato un’App basata su questa tecnologia. «In questo caso, lo scopo è soprattutto informativo. I Beacon servono per raccontare al visitatore che cosa sta vedendo davanti ai propri occhi», afferma Quaranta.
Molti luoghi pubblici potrebbero trovare beneficio da questo strumento: nei Campus universitari, ad esempio, potrebbero indicare le aule delle lezioni, negli ospedali potrebbero segnalare un esame complementare da fare lo stesso giorno di quello che si è già prenotato.

Sviluppi recenti e cose da evitare

Gli ultimi sviluppi vedono i Beacon comunicare mediante la rete LTE, per svincolarsi dal bluetooth, aprendo scenari inediti per il marketing di prossimità.

C’è soltanto una cosa da evitare: le troppe notifiche che finirebbero per avere l’effetto contrario, cioè disabilitare l’uso del bluetooth… Marketers pensate bene alle vostre strategie!