Il caso Bored Panda: come sconfiggere l’algoritmo di Facebook

bored panda

Da 5 dollari a 100 milioni di lettori! Parliamo di Bored Panda che ha sfidato l’algoritmo di Facebook tramite l’user generated content e una content strategy basata su un concetto molto semplice, ma estremamente efficace.

Nelle ultime settimane ci sono state notizie poco rassicuranti sull’aggiornamento del news feed di Facebook , soprattutto per chi negli anni si è specializzato in contenuti virali, come BuzzFeed e Mashable, siti presi spesso come modelli di business sostenibile nel mercato digitale, ma che oggi non se la passano molto bene. C’è un sito però che, nonostante le continue novità sui vari algoritmi, continua a monetizzare molto bene, grazie ad una formula particolare ed unica nella sua organizzazione: parliamo di Bored Panda.

Correva l’anno 2009 quando Tomas Banisauskas, un fotografo lituano, decise di aprire un blog per “combattere la noia con l’arte e le buone notizie”. Quel blog diventerà Bored Panda, una delle pubblicazioni a costo zero più longeve, basato sul traffico proveniente dai social, soprattutto da Facebook.

La linea editoriale di Bored Panda: semplicità e leggerezza

Le pubblicazioni riguardano raccolte di immagini divertenti di animali, di tweet scherzosi, di post motivazionali da Tumblr, di lavori di illustratori o fotografi emergenti. Non esiste politica né prese di posizione, solo post allegri, positivi per dare rifugio dalla realtà quotidiana. Un meccanismo forse non particolarmente innovativo che, però, ha portato 12,5 milioni di like alla pagina. Per darvi dei paragoni son soltanto un paio in meno di quella del New York Times e più di quelli di BuzzFeed. Secondo il sito di analisi NewsWhip i post di Bored Panda hanno realizzato 30 milioni tra like, condivisioni, commenti e reazioni! Molti più di quelli del New York Times e della CNN. Le visite al sito hanno registrato 116 milioni di utenti lo scorso ottobre.

User Generated Content e Content Strategy: la ricetta del successo di Bored Panda

La ricetta del successo si fonda sull’user-generated content: in sostanza contenuti postati sui vari social che vengono ri-condivisi, sotto forma di articoli, con headline molto creative.

Tra il 2010 e il 2012, questi aggregatori hanno visto diffondere i propri contenuti in maniera virale, anche grazie ai titoli al limite del clickbait. Gli utenti, tramite i social, accedono ai siti e portano guadagni grazie all’adv presente all’interno di essi.

La redazione di Bored Panda, composta da 41 persone, ha scelto una content strategy estremamente semplice: meno pubblicazioni, più qualità. Ogni giorno vengono postati 15 contenuti, per un totale di 520 post al mese (CNN ne pubblica 5.595, FoxNews 51.920).

Il successo del Panda annoiato è arrivato grazie alla strategia che li ha resi un punto di riferimento per gli artisti emergenti, una sorta di vetrina espositiva per illustratori, designer, fotografi, videomakers…

StumpleUpon, uno dei tanti aggregatori di link, è stato il maggior referral per Bored Panda fino a quando iniziò a dargli minor rilevanza per spingerlo ad acquistare spazi pubblicitari. Il team si rifiutò, puntando verso nuovi orizzonti con un unico feed propagatore: Facebook. In appena un anno il traffico sul sito di Vilnius aumentò di 10 volte!

La viralizzazione dei post ha un brusco arresto quando, di recente, Facebook decide di “premiare” i contenuti di valore, a scapito dei titoli sensazionalistici del clickbait su cui molti hanno costruito un successo enorme, seppure truffaldino. BuzzFeed, Upworthy e gli altri iniziano a crollare, con successiva esclusione dal newsfeed.

Come ha fatto Bored Panda a differenziarsi dai competitor?

Banisauskas e il suo team discussero molto se seguire l’esempio del clickbait o meno. La scelta fu di non seguire questa strategia:

Il vecchio clickbait consisteva nel cercare di invitare qualcuno a leggere l’articolo fomentando curiosità con promesse che non sarebbero state mantenute e non avrebbe funzionato.

L’inversione di rotta, il coraggio di differenziarsi e di promuovere la qualità sui social: l’algoritmo di Facebook li premia… e da lì il successo!

La maggior parte del traffico arriva proprio dal re dei social; nello scorso ottobre i like ottenuti hanno superato qualsiasi altro sito di notizie in lingua inglese. Bored Panda è arrivato secondo solo dietro a Foxnews, ma davanti a colossi come NBC, il Daily Mail, il New York Times e la CNN, con una revenue che si aggira tra i 20 e i 30 milioni di dollari!

Sorprende ancora di più se si pensa che dietro questo sito, nato agli albori del blogging, ci lavorano solo 41 persone. Bored Panda ha sapientemente utilizzato una strategia di qualità, aggirando l’indignazione, il populismo, con un format spensierato che deve far riflettere tutti i social media manager.

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