Operazione nostalgia: torna Winamp e riprodurrà tutto, anche lo streaming

operazione nostalgia: torna Winamp e riprodurrà tutto, anche lo streaming

Winamp, lo storico lettore MP3 popolare negli anni 2000, torna dopo 20 anni su tutti i dispositivi mobile con grandi novità: raccoglierà playlist, stazioni radio in streaming e librerie personali.

Winamp, lo storico player più utilizzato su Windows dopo Media Player, annuncia il suo grande ritorno. Lanciato nel 1997 da Justin Frankel e Dmitry Boldyrev, nel 2002 viene acquisito da AOL (America On Line) che lo porterà alla morte nel 2013. Nel 2014 diventa proprietà della startup belga Radionomy, intenzionata a rilanciarlo definitivamente.

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Breve storia di Winamp

“Winamp, it really whips the llama’s ass!”, recitava il famoso jingle alla fine degli anni ’90. Era l’epoca in cui la rivoluzione portata dagli MP3 prendeva piede e Justin Frankel, ideatore del player, desiderava uno strumento per ascoltare le canzoni in modo semplice: non tutti i programmi di quegli anni riproducevano il nuovo formato audio, il concetto di playlist non esisteva come la personalizzazione grafica. Frankel decise di programmare da solo il proprio lettore musicale che chiamò Nullsoft, facendo il verso a Microsoft. Le prime versioni riuscirono a guadagnare 100 mila dollari al mese; con l’ingresso di Rob Lord in società la crescita degli utenti passò in breve da 15 a 60 milioni.

Chi non ricorda le mitiche skin di Winamp? Il player era principalmente una community ed era molto semplice personalizzare il prodotto grazie agli utenti: novità lontane anni luce dai noiosi player di Microsoft e delle altre major.

Torna Winamp e riprodurrà tutto, anche lo streaming

Justin Frankel, ideatore di Winamp

Nel 1999, quando Justin Frankel aveva 20 anni e Rob Lord 30, AOL rilevò la società per una cifra compresa tra gli 80 e i 100 milioni di dollari; fu l’inizio del lento e inesorabile declino del lettore musicale. Nel 2000 avvenne la fallimentare fusione tra AOL e Time Warner; i vertici aziendali bloccarono tutti i tentativi di Nullsoft di portare novità, temendo di perdere le redini o di oscurare troppo il marchio AOL in favore del player musicale. Nel 2003 debutta Winamp 5 e, dopo l’ennesima lite, Frankel lasciò l’azienda per non tornarci più, e questo portò lentamente alla morte del programma.
Nel 2014 Winamp viene rilevata dalla startup belga Radionomy, che mantiene in vita il mito del player senza grandi intenti che esulino dall’altare sacrale.

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Il ritorno di Winamp, la versione 6 nel 2019

Notizia di qualche giorno fa da parte della startup Radionomy, è il ritorno di Winamp: l’uscita è prevista per il 2019 con la release 6 per tutte le piattaforme mobile, Android e iOS. Un’unica piattaforma attraverso la quale sarà possibile ascoltare la musica sui device mobili: includerà playlist, podcast, stazioni radio web e tradizionali in streaming e molto altro.

Alexandre Saboundjian, CEO di Radionomy, al sito TechCrunch ha dichiarato:

Arriverà una versione completamente nuova il prossimo anno, con l’eredità di Winamp ma con un’esperienza di ascolto più completa. Potrete ascoltare gli mp3 che avete a casa ma anche sul cloud, i podcast, le stazioni radio in streaming fino alle playlist fatte da voi.

Al momento non sono ancora noti i servizi supportati da Winamp, ma si pensa che sarà possibile integrare Apple Music, Spotify, Tidal e altre applicazioni leader del mercato della musica, senza contare le app dei gruppi broadcasting nazionali, tipo Rai Play e Radio per l’Italia.
L’operazione nostalgia di Winamp è partita, non ci resta che attendere il 2019…

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