Perché l’acqua Ferragni della Evian a 8 euro NON è uno scandalo

Perché l’acqua Ferragni della evian a 8 euro non è uno scandalo

L’acqua Ferragni della Evian in vendita a 8 euro non è uno scandalo. È il Marketing del Desiderio e del lusso, che costruisce intorno al prodotto un’aura di esclusività. Vi spieghiamo perché la polemica su Chiara Ferragni non ha senso…

L’acqua Ferragni, linea luxury esclusiva e limitata lanciata da Evian, debutterà sul mercato al prezzo di 8 euro a bottiglia. L’accordo è di un anno fa, ma è tornato attuale in questi giorni grazie ai social e alle conseguenti polemiche scaturite intorno alla fashion blogger da 10 milioni di dollari l’anno.
In questo articolo analizzeremo il Marketing del Desiderio e della Privazione, che consiste nel dare un’immagine di esclusività al prodotto rendendolo inaccessibile, e vi spiegheremo perché l’acqua Ferragni NON è uno scandalo e perché le polemiche sono inutili…

L’acqua Ferragni e il Marketing del Desiderio

Il Marketing delle edizioni limitate, e dei prodotti brandizzati personalizzati, è ascrivibile in ciò che viene chiamato Marketing dell’Assenza che stimola l’interesse del consumatore.
I bisogni sono pochi, ma i desideri sono infiniti e a proprio su questi il marketing deve puntare. Il senso è stimolare il desiderio, non vendendo il prodotto ma il brand che ne rappresenta l’identità.

Perché l’acqua Ferragni della evian a 8 euro non è uno scandalo

I primi settori a sperimentare questa strategia sono stati quelli del lusso; non a caso una borsa di Louis Vuitton ha un prezzo non accessibile a tutti, così come per ricevere una Ferrari bisogna attendere almeno 8 mesi. È pratica comune tra i brand più in auge distruggere le rimanenze per dare maggior esclusività al prodotto, o inserire delle liste di attesa sempre per lo stesso motivo. Se l’attesa del piacere è essa stessa il piacere, anche l’attesa del prodotto sarà il piacere.

Non solo l’acqua Ferragni: le strategie di esclusività di Pringles e Apple

Le Pringles arrivarono in Italia nel 1999, dopo una campagna pubblicitaria di presentazione, curata da Procter & Gamble, che durò addirittura 9 mesi. Giornali, radio, tv… La strategia del Marketing Mix andava a braccetto con quella del Marketing della Privazione, perché il prodotto non era ancora disponibile sugli scaffali. La delusione di non trovare il tubo di patatine nei supermercati accresceva il desiderio e l’attesa. Dopo il debutto sul mercato le Pringles divennero leader in soli 4 mesi.

Steve Jobs e il primo iPhone

Steve Jobs, nel Gennaio 2007, presentò al mondo un nuovo e rivoluzionario prodotto Apple: l’iPhone. Non fu distribuito con le stesse tempistiche nei vari paesi; in Italia, ad esempio, debuttò solo nel Luglio 2008, 18 mesi in cui il primo smartphone c’era ma non c’era, monopolizzando tutti i dibattiti sulla tecnologia e generando desiderio ed esclusività.

La privazione è da utilizzare con cautela: il rischio è un effetto boomerang perché il consumatore, non trovando il prodotto, potrebbe andare dalla concorrenza. Ecco perché si preferisce giocare sulle edizioni limitate, investire in prestigio senza rischiare quote di mercato, come ha fatto Evian con l’acqua Chiara Ferragni.

Ecco perché l’acqua Ferragni NON è uno scandalo e perché le polemiche sono inutili

È possibile acquistare l’acqua Ferragni di Evian al prezzo di 8 euro a bottiglia: il pack da 12 è in “offerta” a 72,50 euro, ma è già sold-out. Le polemiche sui social sull’operazione di marketing sono state feroci, le accuse lanciate a Chiara Ferragni sono state di lucrare sul bene comune dell’acqua. Le cose non stanno proprio così, si rischia di cadere nel populismo, e vi spieghiamo il perché.

Chiara Ferragni potrà non essere simpatica, c’è sicuramente un po’ di sana invidia per i suoi guadagni e per la sua “bella” vita, ma non bisogna demonizzare tutto ciò che fa. L’acqua Ferragni, che non è la prima serie limitata di Evian, non toglie il bene primario a nessuna fascia sociale, è un prodotto che va catalogato nel settore luxury, quindi una fetta di mercato diversa in cui il consumatore medio non è il target finale.

Perché l’acqua Ferragni della evian a 8 euro non è uno scandalo

Bottiglie limited edition Evian

È sbagliato vendere una bottiglietta d’acqua Ferragni a 8 euro? NO, anzi è pure economica se paragonata ad altre acque di lusso. L’Acqua di Cristallo, tributo a Modigliani, ha un prezzo di 60 euro a bottiglia, mentre l’acqua Veen, considerata la più pura del mondo, costa 23 euro.
L’acqua brandizzata da Chiara Ferragni è un bene di lusso, un extra che chi vuole e chi può sceglie di comprare. La Ferragni non sottrae risorse idriche a chi non ne ha, è solamente un modo come un altro per spendere le proprie finanze. Tutti abbiamo la libertà di spendere i nostri soldi come desideriamo; sono un esempio le infinite code per ogni nuovo prodotto Apple, con costi superiori al valore reale del prodotto.

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