Snapchat, debutto record in Borsa: apre in rialzo del 45% ma potrebbe crollare…

Snapchat debutta a Wall Street

Snapchat debutta in Borsa a Wall Street con un primato: apre in rialzo del 45%. Numeri record, ma potrebbe crollare… Scopriamo perché.

Continua la cavalcata a Wall Street di Snap, la società madre della famosissima app di messaggistica Snapchat. Dopo avere fatto il proprio debutto al New York Stock Exchange a 24 dollari per azione (in aumento superiore al 40% rispetto al prezzo di collocamento di 17 dollari per azione) il titolo ha continuato la sua corsa, arrivando nei primi scambi fino a 25,20 dollari per azione. Al momento il titolo sale più del 44% circa a 24,61 dollari per azione.

Snapchat ha messo sul mercato 200 milioni di azioni, risultando la più grande Ipo da quella di Alibaba, che nel 2014 si è quotata con un valore iniziale di 624 miliardi di dollari.

Snap - Evan Spiegel

Evan Spiegel, cofondatore e CEO di Snapchat

Questa partenza sprint a Wall Street ha senso? “Sul brevissimo ha senso, ma è arduo pensare che avrà successo anche sul lungo” è il commento di Michael Wade, professore IMD in Innovation and Strategy, Cisco Chair in Digital Business Transformation.
I motivi sono molteplici: “Sia chiaro, il prezzo per utente è in linea con le offerte più recenti: circa 100 dollari a utente. Microsoft ha pagato un prezzo simile per LinkedIn lo scorso anno. Facebook ha pagato un po’ meno per WhatsApp nel 2014, ma siamo sempre nella stessa gamma. Va però anche considerato che gli utenti non sono tutti uguali: Snapchat è estremamente popolare fra i 13-24enni, fascia attraente per molti inserzionisti (anche se molto volatili), e in più ha margini di espansione globale. Ma nonostante Facebook, Instagram e Google propongano pallide copie di Snapchat, possono contare su una forza di fuoco per combatterlo. Al contrario, Snapchat, almeno oggi, non ha frecce al proprio arco”.

Ci sono altri aspetti che ipotecano il successo a lungo termine: “Si usa Snapchat – dice Wade – perché è l’incarnazione dell’usa e getta. Si adatta alla (scarsa) capacità di attenzione dei giovani d’oggi. È positivo perché non c’è bisogno di scorrere su e giù fra masse di aggiornamenti e foto per trovare quello che interessa. È negativo perché questo è un disastro per gli inserzionisti. Non si usa Snapchat per cercare informazioni (come Google) per trovare un lavoro (come LinkedIn), per avere rapporti con gli amici (come Facebook), o per comprare roba (come Amazon e Alibaba). Il fatto è che non è stato progettato – un po’ come Twitter – per supportare pubblicità: né sono in vista sono fonti evidenti di reddito o profitto”.
Per concludere: “Dovrei investire in Snapchat? Se fossi in cerca di un investimento mordi e fuggi sì. Se dovessi pensare a qualcosa di più di lungo un paio di mesi, no grazie”.

Snapchat a Wall Street

I cofondatori di Snapchat Bobby Murphy ed Evan Spiegel (CEO) con il presidente della Borsa di New York Thomas Farley.

A fine anno Snapchat aveva una media di circa 158 milioni di utenti attivi al giorno. I ricavi sono stati di 404 milioni di dollari, mentre solo tre anni fa le vendite erano pari a zero. La società punta a raggiungere un fatturato di 1 miliardo di dollari nel 2017.

Molto probabilmente Snapchat cerca nuovi modi di consumo dei contenuti creati dagli utenti, per poter continuare a crescere. L’elemento più importante, dicono gli analisti, è che potrebbe riportare fiducia nel mercato delle startup tecnologiche, da troppi anni sotto tono sulla borsa di New York.

Ci sono però alcuni timori: in particolare molti analisti si chiedono quanto riuscirà Snapchat a differenziarsi da Facebook, e quanto non rischi di essere mangiata dal colosso di Mark Zuckerberg, l’ultima azienda a quotarsi in borsa.