Attacchi Hacker: quali sono stati i più grandi furti online della storia?

attacchi Hacker: quali sono stati i più grandi furti online della storia?

Collection #1, Yahoo, MySpace, eBay, LinkedIn, PlayStation, Google Cina, NASA… Sono solo alcuni dei più grandi furti di dati online della storia da parte degli hacker. Ecco i casi più emblematici…

Gli attacchi hacker ci sono sempre stati, fin dalla nascita di Internet. Dal 2004 però abbiamo assistito ad un aumento del fenomeno, complice anche la crescita esponenziale dei dispositivi connessi. All’origine di molti attacchi ci sono principalmente motivi economici e politici; secondo molti esperti, i governi ormai si combattono a colpi di violazioni informatiche, non più con le armi.
In questo articolo cercheremo di mettere assieme i più grandi furti di dati online della storia da parte degli hacker.

I più grandi attacchi hacker della storia

Collection #1: 1730 milioni di account rubati

Collection #1 è l’attacco hacker più grande della storia, nessun cybercriminale è riuscito a raccogliere una mole di dati così cospicua: 773 milioni di indirizzi email e account, più 22 milioni di password. È il database di dati trafugati più grande di sempre, ma probabilmente le informazioni erano già state sottratte da precedenti attività illecite.
La scoperta è di Troy Hunt, creatore del sito Have I been Pwned, che permette di scoprire se la nostra casella email è stata bucata.

Yahoo: 500 milioni di account rubati

Nel 2016 l’hacker Peace annuncia di aver sottratto e rivenduto 200 milioni di profili registrati su Yahoo dal 2012 in poi. La società, dopo qualche tentennamento, è stata costretta ad ammettere le proprie problematiche riguardo i sistemi di sicurezza, e non solo: il numero reale dei profili rubati dal portale è di 500 milioni. Lo scandalo si allarga, e arriva dopo pochi mesi al coinvolgimento potenziale di ben 3 miliardi di utenti!

Marriott Hotel: 500 milioni di account rubati

Di recente la catena di Hotel Marriott ha subito un attacco hacker che ha visto il coinvolgimento di 550 milioni di account. Qualche cybercriminale è riuscito ad accedere al database della Starwood, una catena di alberghi acquisita dalla Marriott International, e a rubare numeri di telefono associati a nomi, documenti di identità, date di nascita, email, generi sessuali e numeri di carte di credito.

AdultFriendFinder: 412 milioni di account rubati

AdultFriendFinder è il sito di incontri più usato negli Stati Uniti, e nel 2016 è stato oggetto di un attacco hacker. La società ha reso vulnerabili anche i dati degli account cancellati, non eliminandoli dal database.
Secondo ZDNet nelle mani degli hacker non sono finite le preferenze sessuali degli iscritti, già visionate in un attacco precedente.

MySpace: 360 milioni di account rubati

Anche MySpace, molto diffuso e popolare 15 anni fa, nel 2008 ha subito un attacco hacker importante, che ha visto il coinvolgimento di 360 milioni di account. Una curiosità: dietro l’hackeraggio c’era Peace, il criminale che qualche anno dopo attaccherà Yahoo…

Se sei interessato leggi anche: “MySpace compie 15 anni: il primo social funziona ancora…”

Carte di credito USA: 160 milioni di account rubati

Nel 2013 c’è stato il più grande furto di numeri di carte di credito e bancomat che l’America abbia mai visto. Ben 160 milioni di numeri rubati da una serie di soggetti americani: Heartland Payment Systems, 7-Eleven, Carrefour, JC Penney, Hannaford, Wet Seal, Commidea, Dexia, JetBlue, Dow Jones, Euronet, Visa Jordan, Global Payment, Diners Singapore e Ingenicard. L’attacco hacker ha avuto origine nell’Europa dell’Est, probabilmente Ucraina o Russia.

MyFitnessPal: 160 milioni di account rubati

MyFitnessPal è un’app per tenersi in forma. Nel 2018 ha subito un attacco informatico in cui sono stati rubati i dati di 160 milioni di account: nomi utenti, email e password. La società ha però dichiarato che i dati delle carte di credito non sono stati violati.

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eBay: 145 milioni di account rubati

Nel 2014 eBay ha subito un grave attacco hacker, che ha portato al furto di 145 milioni di account. Con molta probabilità, tre dipendenti hanno dato le proprie credenziali ad alcuni cybercriminali per poter accedere al sistema…

Equifax: 143 milioni di account rubati

Equifax è un’agenzia di reporting di credito per i consumatori. Nel 2017 l’attacco hacker ha coinvolto 143 milioni di cittadini americani: nomi, date di nascita, indirizzi, numeri di patente… Per oltre 200 mila utenti il furto ha purtroppo coinvolto anche le carte di credito.

Quora: 100 milioni di account rubati

Ben 100 milioni di account violati su Quora alla fine del 2018. Email, password, domande che gli utenti hanno posto sulla piattaforma. Gli iscritti coinvolti sono stati contattati per cambiare immediatamente password.

LinkedIn: 100 milioni di account rubati

Vi ricordate di Peace? Nel 2012 è riuscito ad effettuare un attacco hacker anche su LinkedIn, rubando 100 milioni di account. Purtroppo, la società che gestisce il social business, ha fatto il me culpa solo nel 2016, lasciando che gli account violati fossero utilizzati per 4 anni nonostante la compromissione.

PlayStation: 77 milioni di account rubati

Nel 2011 un attacco unico nel suo genere, colpì gli utenti della PlayStation Sony. Gli hacker riuscirono a bucare il PlayStation Network (PSN), la rete per giocare online con altri utenti. 77 milioni di videogiocatori furono messi a rischio con il furto di informazioni sensibili come password e carte di credito.

Curiosità: “eSport: quanto e come guadagnano i campioni dei videogame?”

Google Cina, l’attacco agli attivisti per i diritti umani

Nel 2009 alcuni hacker sono riusciti a violare Google China tramite worm, accedendo ad una serie di informazioni riservate e compromettendo gli account Gmail di attivisti americani, europei e cinesi impegnati a difendere i diritti umani in Cina. Secondo molti l’attacco ha origine direttamente dal governo cinese.

Approfondimento: “Freedom House: Internet sempre meno libero, si espande il modello Cina”

Un 15enne all’attacco della NASA e del Dipartimento di Stato

Jonathan James, un ragazzino di appena 15 anni, nel 1999 riuscì ad entrare nei server della NASA e del Dipartimento di Stato Americano, violando email, documenti riservati, password di dispositivi militari e addirittura un codice di un programma dell’agenzia aerospaziale.

Se conosci altri attacchi hacker del genere (magari ce ne è sfuggito qualcuno), scrivici nei commenti…

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