Engagement Filter di Gmail: Cos’è? Come funziona?

Gmail Spam

Le continue evoluzioni dell’Email Marketing, unite al bombardamento mediatico di informazioni che ogni giorno viviamo, hanno portato i maggiori provider di posta elettronica (primo su tutti Gmail) a cambiare il sistema di filtraggio spam analizzando le azioni degli utenti. Non si parla più solo di blacklist e di analisi semantica del contenuto delle email (parole a rischio come offerta, promozione, sconto e, ovviamente, gratis), ma di un filtraggio user based: un filtraggio basato sull’interazione degli utenti riguardo alle e-mail ricevute. Google, e a seguire YahooMicrosoft (Hotmail), hanno implementato motori statistici che analizzano le azioni dei loro utenti, le loro scelte e i loro comportamenti per applicarli in maniera statistica al flusso di email in ingresso e “proteggerli” dallo spam. Questo nuovo sistema deve però ancora essere perfezionato al meglio per discriminare cosa sia realmente spam e cosa non lo sia.

Il flusso di filtraggio delle email si è quindi evoluto da due a tre stadi:

  1. blacklisting check – basato sulla “qualità” del server mittente che determina l’accettazione o meno dell’email da parte del server ricevente;
  2. semantic content check -basato su determinate regole di analisi del contenuto (semantico e di mark) dell’email che ne determina lo spam;
  3. engagement/reputational check – basato sulle interazioni dell’utente con le mail.

 

A questo punto la domanda sorge spontanea:

Engagement Filter di Gmail: Cos’è? Come funziona?

Questo filtro non è nient’altro che un “contatore” che analizza se una determinata email viene considerata utile o inutile dall’utente. Se apro un account Gmail e mi iscrivo a qualche servizio online, riceverò l’email di conferma di iscrizione: aprendola e cliccando sul link di conferma verrà assegnato un punteggio di +1 dall’Engagement filtering. Dopo qualche giorno riceverò la prima newsletter e, avendo uno score positivo, mi verrà recapitata nella inbox. Se la aprirò e se cliccherò su qualche link l’Engagement filter rileverà questa mia attività e il fatto che io abbia letto e aperto un link contenuto nell’email determinerà l’aggiunta di un altro +1.
Ma dove c’è un +1 ci sarà, ovviamente, anche un -1.

Engagement Filter di Gmail - spam

La settimana successiva, quindi, arriva una nuova newsletter e viene recapitata immediatamente nella mia inbox (a questo punto l’Engagement filter sa già che potrei essere interessato). Io però vedo che l’oggetto dell’email non dice niente di interessante e quindi non la apro nemmeno e la cancello. Questa azione per l’Engagement filter rappresenta disinteresse, quindi va a inserire un -1 allo score che ora si trova nella posizione di avere solo un +1. La newsletter successiva verrà comunque recapitata nella inbox, in quanto il mittente è ancora considerato valido.

Cosa succederebbe, allora, se continuassi a ignorare e a cancellare le successive newsletter? Un po’ per volta l’engagement score di quell’email verrebbe azzerato e passerebbe a un punteggio negativo. Per Gmail significa che l’utente non è più interessato a quelle email. E l’email verrà recapitata direttamente nella cartella spam. Spingendo il meccanismo all’estremo, una costante valutazione negativa dell’utente verso quell’email potrebbe comportare addirittura il non recapito dell’email, nemmeno nella cartella spam.

In conclusione, per quanto si possa essere legittimamente autorizzati ad inviare email a quell’utente, per quanto si facciano test anti-spam e si applichino tutte le best practices, l’ingresso o meno in inbox è legato anche all’interesse dell’utente verso le nostre email.

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