L’incredibile storia della Red Bull: quando il marketing ti mette le aaali!

L’incredibile storia della Red Bull, nata per caso dopo un viaggio in Thailandia, oggi un impero. Strategie di un Marketing che ha messo le ali al Brand.

Quando abbiamo iniziato, ci siamo detti: “Non c’è mercato per il nostro prodotto. Lo creeremo noi”

Le parole sono di Dietrich Mateschitz, patron della società Red Bull, apparse sulla rivista Forbes.
Partita quasi dal nulla, oggi la Red Bull è un impero che vale più di 10 miliardi di dollari, con 12.000 dipendenti e un fatturato di 6 miliardi che portano Mateschitz ad essere il 37° uomo più ricco al mondo.
La storia del brand nasce da un’intuizione e ha come protagonisti Chaleo Yoovidhya e Dietrich Mateschitz, e tra poco vi spiegheremo il perché. In oriente il prodotto era conosciuto come rimedio per combattere la stanchezza e la sonnolenza ed era utilizzato soprattutto dagli operai, dai muratori, dai tassisti e dai camionisti. Perché non importarlo allora in Europa?
Ripercorriamo la storia della nascita della Red Bull e le strategie di marketing che hanno messo le aliii al brand.

La storia della Red Bull: la Krating Daeng

La storia della Red Bull inizia con Chaleo Yoovidhya, un farmacista che si trasferisce a metà degli anni ’50 a Bangkok per vendere medicinali. Dopo la fondazione della T.C. Pharmaceutical Industries, una società di produzione di antibiotici, trova l’intuizione della vita, la Krating Daengn (letteralmente Bufalo Rosso d’Acqua). Si tratta di un energy drink che prende spunto dalla Lipovitan D, una bevanda importata dai giapponesi che supervisionano alcune fabbriche in Thailandia.

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Il drink è già apprezzato a Bangkok, ma Yoovidhya riesce a migliorarlo ulteriormente rendendolo più dolce. Oltre al gusto serve un logo d’impatto, che si faccia ricordare. L’idea è di raffigurare due bisonti rossi, uno di fronte all’altro, pronti a caricare: il rimando è alle lotte tra tori, una tradizione tipica thailandese.

Il drink ha subito successo e spopola nella categorie sociali più basse, quelle dei lavoratori abituati ad interminabili e stancanti turni.
Chaleo Yoovidhya intuisce subito l’importanza del marketing e lancia una campagna in cui consiglia di mischiare il drink con il whisky. Poco dopo arriva la prima sponsorizzazione sportiva con il Muay Thai, la boxe thailandese che è molto popolare nel Paese.

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Chaleo Yoovidhya, l’inventore della prima Red Bull

La leggenda della Taurina: proviene davvero dai testicoli del toro?

Tra gli ingredienti della prima Red Bull c’è la Taurina che, secondo la leggenda, sarebbe estratta dai testicoli del toro. L’ingrediente magico ha notevolmente contribuito al successo iniziale a causa della credenza popolare legata ai genitali del toro. In realtà la Taurina è prodotta sinteticamente dalle aziende farmaceutiche.

La nascita della Red Bull grazie ad un Jet Lag

Ricordate Dietrich Mateschitz? È il secondo personaggio chiave nella nascita dell’energy drink. Siamo nel 1984 e Mateschitz, imprenditore austriaco di dentifrici, viaggia in Thailandia. Il viaggio è lungo, il jet lag si fa sentire ed è qui che l’imprenditore assaggia la Krating Daeng. In poco tempo si sente molto meglio: conosce Chaleo e i due stringono un’accordo.
Mateschitz abbandona il lavoro e crea una società con Chaleo Yoovidhya, investendo 500.000 dollari a testa dividendosi le quote in parti uguali al 49%; il restante 2% è affidato al figlio di Yoovidhya.

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Dietrich Mateschitz, il fondatore della Red Bull

La Red Bull GmbH, società che porta il nome originale della Krating Daeng, viene fondata in Austria con l’obiettivo di importare l’energy drink in Europa, ma solo dopo numerosi test scientifici e approvazioni governative. Il drink, a causa del contenuto di caffeina e taurina, era considerato come una droga capace di dare dipendenza. Gli ingredienti rimasero gli stessi, con la sola aggiunta dell’anidride carbonica per rendere il prodotto più effervescente, e quindi più in linea con il gusto occidentale.

Il logo e lo slogan della Red Bull

Per il logo Red Bull, Mateschitz si affida ad un vecchio compagno di studi titolare di un’agenzia pubblicitaria, che accetta di ricevere il proprio compenso in un secondo tempo. Ben 50 progetti vengono rifiutati, finché la scelta si orienta verso un logo rosso con due tori che si scontrano e uno slogan pubblicitario che dura ancora oggi: «Red Bull ti mette le ali».

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La strategia di marketing della Red Bull

Innovazione e presenza continua sono le caratteristiche principali del successo del brand. La Red Bull nasce come bevanda energetica e si diffonde in breve tempo nel mondo dello sport grazie alle sponsorizzazioni dei club. Il patron ha acquistato diverse società sportive nel tempo: nel calcio i New York Red Bulls, il Red Bull Salzburg e il RB Leipzig. Nell’hockey su ghiaccio possiede l’Eishockeyclub Red Bull Salzburg e i ECH Red Bull Munchen. Nella Formula 1 la Red Bull Racing e la scuderia Toro Rosso.

Anche dal punto di vista del marketing la Red Bull è molto attiva, analizziamolo in dettaglio.

Se sei interessato leggi anche: “Digital Marketing: cos’è e come funziona? Perché è così importante?”

Red Bull Media House

Intrattenimento offline. L’azienda possiede un palinsesto di intrattenimento formato da molti canali come Red Bull TV, Servus TV e Terra Mater.
Intrattenimento online. I canali di comunicazione del brand sono diversi: sito ufficiale, Red Bull TV online, il giornale RedBulletin.com e i social media. 10 milioni di followers su Instagram, 49 milioni su Facebook, 8 milioni su YouTube con il video più visto che conta 93 milioni di visualizzazioni. Lato App l’azienda si presenta con Red Bull TV, Red Bull Wallpapers e molte altre.

Content Marketing

La Red Bull è una delle aziende al mondo che investe di più in content marketing. La strategia si basa su 5 punti fondamentali:
1. Diversità. Intesa come creare contenuti diversi, è molto importante per il brand che si preoccupa di creare post diversi rispetto ai competitor ma anche differenti tra loro, per coinvolgere più utenti possibili.
2. Valore. Non è sufficiente creare contenuti, ma bisogna che siano di valore.
3. Cross Media. La presenza globale è fondamentale per il brand; abbiamo già avuto modo di appurare di come l’azienda sia presente in ogni canale e in ogni media.
4. Consistenza. Nei video, in ciò che si dice e in ciò che si trasmette; l’immagine Red Bull, e i valori del brand, diventano fondamentali.
5. Contenuto. Ovvero il centro delle strategie di marketing della Red Bull.

Approfondimento: “Content Marketing: 10 consigli per migliorare la qualità dei tuoi contenuti”

eSport

Uno dei trend degli ultimi anni è sicuramente l’eSport, che muove un giro d’affari non indifferente. Il brand è molto presente in questo settore con la sponsorizzazione di diversi eventi come Red Bull Factions, un torneo eSports basato sul gioco League of Legends. La mossa vincente è stata la sponsorizzazione di Ninja, uno dei giocatori di Fortnite più forti e più seguiti su Twitch.

Approfondimento: “eSport: quanto e come guadagnano i campioni dei videogame?”

l’incredibile storia della Red Bull: quando il marketing ti mette le aaali!

Dal 1987 ad oggi sono state vendute quasi 70 miliardi di lattine! I competitor sono più di un centinaio, ma nulla sembra intimorire Mateschitz che ha così commenta la concorrenza:

Quando ti piace il Rolex vuoi quello originale, non quello falsificato a Taiwan.

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